ATTIMO
ATTIMO
di Maria Fingolo
Ehi, Tu che mi leggi! Leggi forse con distrazione: pensi ad altro. Leggi per passare l'attimo, che è già passato, che ormai ne fa parte, del passato certo. Leggi così, ma non Ti interessa.
E se Ti dicessi che ora stiamo insieme? Io e Te. Non so il Tuo nome, non Ti conosco, ma posso parlarti. E Tu, tu vedi le mie parole e pensi: «Che cavolo vuole ora questa?».
Fermare questo attimo per stare insieme, così, senza dirti niente, solo stare con Te. Lo puoi fermare Tu il tempo? Io non lo fermo; posso pensare di dilatarlo, di rallentarlo, magari guardando, come ora, un mare blu senza fine.
Ecco, posso respirarlo, questo nostro attimo, perché è proprio nostro; o forse non è di nessuno, anche se ce lo vogliamo prendere. Ah sì, mi prendo l'attimo, il tempo. E lui, il tempo, è lui che ti prende e se ne fa un baffo di Te, di me.
Intanto il viaggio continua e lui, il tempo, non fatica: Ti scova nei tuoi rifugi e Ti trascina fuori. Ed ecco, è tutto passato, anche questo viaggio complicato. Così Tu, sfinito, guardi indietro e ti pare impossibile.
Lo vedi il passato? È questo attimo di ora, che già non c'è più. Passa un bambino: eccolo, il Tuo attimo che va. Guardalo: non capisce niente del mondo, vuole solo la mamma, il calore della sua mamma. Ed è quel calore che, in fondo, cerchiamo Tu ed io, ma che non troviamo più.
Lo cerchiamo allora nell'altro; lo cerco io ora in Te. Vedi, alla fine è un girotondo e tutto torna.