EUROPA PERCHÉ SÌ (CON QUALCHE SE) [a cura di Flavio Rodeghiero e Domenico Romani]

europa perche 150[Luglio 2020] Non uno solo ma due libri si intersecano, necessariamente, in questa ricerca. Da una parte il dibattito, sempre attuale —in Italia, Francia, Germania— sull'Unione Europea e le riforme necessarie per superarne la crisi. Dall'altra —nella sintesi cronologica e nelle schede— il cammino percorso e l'odierna struttura istituzionale. Nella fiducia, condizionata, che si trovi tanta Europa nella formazione e nel lavoro delle prossime generazioni.

Don Nicola Mazza (Verona, 1790-1865), fondatore dell'istituto religioso «per l'educazione dei giovani poveri ma intelligenti», fu abilissimo navigatore nella politica europea della sua epoca. Suddito austriaco, cercava aiuti dal povero arciduca Massimiliano (il finto re del Messico fucilato da Juarez, il vero Benito) e faceva finanziare le missioni africane dall'imperatore Ferdinando, prepensionato a Praga con incarichi di beneficenza: ma di nascosto, che i veronesi patrioti non potessero accusare il dinamico prete come antitaliano.

Peraltro, come mostra il suo esegeta odierno, scriveva sull'imperialismo austriaco sentenze paragonabili a quelle di Gandhi contro l'Inghilterra (cft. Nicola Mazza, «Essere società, essere Chiesa, antologia degli scritti» a cura di Domenico Romani). L'attenzione del fondatore per la politica internazionale —nel concreto, in quanto determina i destini di tutti— è continuata dagli eredi anche alla Casa editrice Mazziana, gloriosa fino all'eroismo nel continuare la sua attività con libri mai inutili, spesso bellissimi.

Questo quaderno «Europa perché sì (con qualche se)» a cura di Flavio Rodeghiero e Domenico Romani, raccoglie i testi di 12 autori che hanno parlato in conferenze svoltesi al collegio universitario don Nicola Mazza di Padova ed è uscito non a caso durante il semestre italiano di presidenza all'UE. «Europa» è scritto in copertina con la «E» doppiamente barrata, simbolo della moneta unica: per non eludere, spiega il curatore don Romani, i motivi di contraddizione. Quelli che rischiano di trasformare in incubo il sogno che fu di Altiero Spinelli e dei primi federalisti. «Uscire dall'euro» è una ricetta tanto sbrigativa quanto pericolosa, provano ad argomentare i saggi raccolti nel libro. «Perché crediamo nell'Europa», infatti, è il titolo chiarificatore della presentazione, scritta da Francesco Massagrande.

Pino Agostini dimostra ancora una volta la sua stoffa di redattore instancabile, componendo una serie di schede tecniche a collegare i vari contributi. Sono un aiuto che rende il libro prezioso per chiunque —studente, giornalista, amministratore— voglia districarsi in una storia che tutti ci coinvolge: ecco dunque una sintesi cronologica del cammino che ha portato all'Unione europea (1914-2014); la carta d'identità «Che cos'è l'Unione Europea» e «Le politiche dell'UE»; la storia dell'unione monetaria europea; un bignami di istituzioni e agenzie comunitarie; un glossario delle sigle, dove si scopre che anche Erasmus —la più simpatica delle trovate europeiste, se non altro perché ha fatto nascere tanti bambini da coppie di studenti in trasferta internazionale— lo è: sta per European Region Scheme for the Mobility of University Students. Difficoltà con le lingue? Leggete Jean-Claude Junker, tradotto, che spiega perché bisogna sforzarsi.

Giuseppe Anti

[ Fonte: recensione tratta da Larena.it ]


europa perche 150Titolo: «Europa perché sì (con qualche se)»
Autore: Autori Vari (a cura di Flavio Rodeghiero e Domenico Romani)
Anno di pubblicazione: 2014
Pagine: 248
Editore: Casa Editrice Mazziana
ISBN: 978-88-97243-18-2
Prezzo di copertina: 16,00 euro
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